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      13°. Che Galilei, sebbene in questo affare abbia tenuta una condotta per varii capi riprensibile, fu per altro sincero cattolico, ed approvò esso medesimo nelle sue lettere pubbliche e private il contegno tenuto con essolui, ed il silenzio impostogli, come apparisce da molti documenti, e fra gli altri dalle seguenti sue espressioni "Si promulgò (V. Dialoghi di Galileo) gli anni passati in Roma un salutifero editto, che, per ovviare ai pericolosi scandali dell'età presente, imponeva opportuno silenzio all'opinione pitagorica della mobilità della Terra. Non mancò chi temerariamente asserì quel decreto essere stato parto non di giudizioso esame, ma di passione troppo poco informata; e si udirono querele, che i consultori totalmente inesperti delle osservazioni astronomiche non doveano con proibizione repentina tarpar le ale agli intelletti speculativi. Non potè tacere il mio zelo in udire la temerità di siffatti lamenti. Giudicai come pienamente istrutto di quella prudentissima determinazione, comparir pubblicamente nel teatro del mondo, come testimonio di sincera verità.... Pertanto è mio consiglio mostrare alle nazioni forastiere che di questa materia se ne sa tanto in Italia, e particolarmente in Roma, quanto possa mai averne immaginato la diligenza oltramontana, e che escono da questo clima non solo i dogmi per la salute dell'anima, ma ancora gli ingegnosi trovati per delizia degli ingegni". Chiunque non ignora tutte queste cose fra le molte altre che (volendo trattare la cosa esprofesso) potrebbero aggiungersi, e non à preso il partito di perfidiare per malizia contro Roma, perchè è il centro del cattolicismo, si astiene dal trarre sì alti guai pel povero Galileo.


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Elementi di Fisica Universale
Parte Prima
di Francesco Regnani
Stamperia delle incisioni zilografiche Roma
1863 pagine 395

   





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