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      Quindi l'affinità chimica viene ritenuta per un'attrazione molecolare.
      4° Nell'enumerare e definire i corpi semplici terremo l'ordine seguente: I. metalli, II. metalli terrosi, III. metalli alcalino-terrosi, IV. metalli alcalini, V metalli di recente scoperti e poco conosciuti, VI. metalloidi. Al nome poi di ciascuno faremo seguire il suo simbolo, e l'equivalente, o peso atomico.
      5° Nel determinare la densità o peso specifico di ciascuno, relativamente ai solidi e ai liquidi prenderemo per unità la densità dell'acqua stillata a 4°; relativamente poi agli aeriformi considereremo come unità la densità dell'atmosfera alla temperatura 0°, e sotto la pressione di 76 centimetri di mercurio.
      6° Per far conoscere la tenacità dei metalli, esprimeremo in cifra il numero minore di kilogrammi, i quali, appesi che sieno a ciascuno di loro, ridotto ad un filo di due millimetri di diametro, sono sufficienti a spezzarlo.
      7° A rappresentare la solidabilità, fusibilità, e volatilità, riporteremo il grado di temperatura, sotto cui o si solidano, o si fondono, o volatizzano. Quando per altro tal grado non si potrà assegnare, sostituiremo il colore di relativa roventezza.
      8° Finalmente avvertiamo che nel principio della descrizione di ciascun semplice, al nome italiano porremo appresso il nome latino, donde spesso il segno stechiometrico è stato desunto, e quindi questo segno medesimo, e, dopo le due lineole d'uguaglianza, l'equivalente chimico.
     
      57. Descrizione dei corpi semplici.
      La prima conoscenza, che dee farsi dei corpi semplici, convien che si limiti quasi esclusivamente ai soli caratteri esterni, ed alle proprietà fisiche.


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Elementi di Fisica Universale
Parte Seconda. Volume Primo
di Francesco Regnani
Stamperia delle incisioni zilografiche Roma
1863 pagine 424