Pagina (154/428)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      3° Sei anni appresso Dufay s'accorse che anche i metalli, i legni, i marmi, anzi qualunque ponderabile può sviluppare l'elettricità, purchè nello strisciarlo si abbia l'avvertenza di tenerlo per un manico (fig. 115.) fatto con qualcuna di quelle sostanze, che aveano manifestato per le prime le proprietà elettriche, cioè con vetro, o resina. Donde si potè concludere perchè per tanto tempo fosse stato impossibile ottenere i segnali dell'elettricismo sui metalli ed altri corpi.
      Dacchè era divenuto manifesto che, collo strisciare un metallo tenuto in mano o in contatto col suolo, l'elettricità vi si svolge realmente; ma subito si diffonde per tutta la sua estensione, e pel corpo umano rifluisce nel terreno: e così manca di quella intensità, che è necessaria ad ottenerne effetti sensibili, e si perde di vista. Invece strisciando la resina od il vetro, ed anche un marmo o del legno, ma (fig. 115.) separando questi ultimi corpi dal nostro e dalla Terra con un pezzo di zolfo o di ambra; l'elettricismo rimane lì ove è stato eccitato, oppure si spande su tutto il metallo, ma non può trapassare fino al suolo, nè disseminarsi e diluirsi, se posso dir così, in tutto il globo terrestre.
      4° Dopo queste prime scoperte, le invenzioni ed i progressi su questo ramo di Fisica si sono succeduti, ed intrecciati gli uni agli altri con una grande rapidità. Fra le altre cose si conobbe che per mettere in evidenza le attrazioni elettriche era spediente appendere ad un filo di seta una pallina di midollo di sambuco (fig.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Elementi di Fisica Universale
Parte Seconda. Volume Secondo
di Francesco Regnani
Stamperia delle incisioni zilografiche Roma
1863 pagine 428

   





Sei Dufay Terra Fisica