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      Allora lavando la lastra prima in una soluzione di iposolfito di soda, e poi coll'acqua stillata, si fa sparire il sale lasciato indecomposto. Le goccioline di idrargiro formano una superficie scabra, che diffonde la luce, in ogni senso, e che è tanto più bianca, quanto esse son più numerose; all'incontro l'argento rimasto scoperto riflette regolarmente la luce in un solo senso, e in tutti gli altri apparisce nero: e però l'imagine è positiva. Fizeau propose di perfezionare il ritratto, ossia di fissarlo anche meglio (altrimenti ogni stropicciatella lo cassa) e di dargli un tono anche più vivace, col versare sulla lastra già lavata una soluzione di cloruro d'oro, e riscaldarla fortemente, affinchè venga ad indorarsi coll'oro, che precipitando nella evaporazione vi aderisce. Un altro perfezionamento fu quello proposto da Claudet nel 1841, e consiste nel far prima ascendere sulla lastra i vapori di bromo, sostanza acceleratrice, e poi quelli di iodio: con che si ottenne di ridurre a pochi secondi l'esposizione alla luce.
      Per togliere il disturbo, che reca alla vista la riflessione delle parti nere, e l'incomodo e dispendio delle lastre metalliche, Talbot tentò di ottenere le imagini sulla carta. Presto egli riuscì nell'intento, facendo prima la prova negativa, e poi ricavando la positiva coll'applicare alla prima una seconda carta preparata, esporre tutto alla luce, e così per l'azione di questa rendere scure le parti rispondenti alle chiare, ossia le diafane della negativa. il suo metodo era incerto ed incomodo; ma nel 1847 fu perfezionato da Blanquart-Evrard.


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Elementi di Fisica Universale
Parte Seconda. Volume Secondo
di Francesco Regnani
Stamperia delle incisioni zilografiche Roma
1863 pagine 428

   





Claudet Talbot Blanquart-Evrard