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      Perchè il piano stesso ne impedirebbe la caduta verticale, e il legamento si opporrebbe allo scorrimento del corpo lungo il piano medesimo. Non così però, quando il grave sia abbandonato a sè stesso; e perciò si trovi libero da qualsivoglia rattento, che possa essergli posto, quando non fosse altro, dall'attrito. Imperocchè la forza di gravità, per esempio GR (fig. 38.), colla quale il grave MN, posato sul piano inclinato ABC, tende a cadere, può concepirsi decomposta in due, cioè in GP perpendicolare al piano AB, ed in GQ parallela al piano medesimo. La prima, per la quale il grave è spinto ad internarsi nel piano, resta elisa dalla resistenza d'impenetrabilità del medesimo: ma la seconda, per la quale è costretto a scorrere giù pel piano, non incontra opposizione veruna. E però quest'ultima rimane viva, e il corpo non è in equilibrio.
      2a Affinchè un grave, posato sopra un piano orizzontale, sia in equilibrio, è necessario che la linea di direzione passi per la sua base.
      Dimostrazione. I. Facciamo primieramente il caso che la base del corpo sia un solo punto B (fig. 39.), e che per esso non passi la linea di direzione. La forza di gravità GR potrà sempre decomporsi in due altre forze, delle quali l'una, diretta verso la base, sarà elisa dal piano; l'altra non avrà veruna opposizione, e spingerà il corpo a cadere. II. Parimente, se il grave poggia sul piano con due soli punti (fig. 40.) oppure con una retta e per questa retta (che ne sarà la base) non passi la linea GR di direzione, potrà ugualmente la sua gravità GR scomporsi in due GA, GB, delle quali la GB passando per la base, non produrrà altro effetto, che premere il piano; ma l'altra GA rovescierà il grave.


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Elementi di Fisica Universale
Parte Terza
di Francesco Regnani
Stamperia delle incisioni zilografiche Roma
1863 pagine 329

   





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