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      Mentre tale è l'effetto di una forza costante e continua.
      3° Dunque al moto di un grave, che discende per un piano, sono applicabili le stesse formule che furono stabilite (30. I, II) per la gravità assoluta. Infatti quelle formule valgono per ogni forza costante e continua: varranno dunque anche per la gravità relativa. L'unica variazione, che potrà indursi in esse, sarà la sostituzione di g' al g, e del valore or ora ritrovato (II) al g'. Insommav=g't; s=g't2/2; v2=2g's;
      v=gt sen.(; s=gt2 sen. (; v2=2gs sen. (.
      4° Dunque nel tempo, in cui un grave cadendo liberamente arriva ad un dato punto dell'altezza del piano, un altro discendendo pel piano giungerà fino all'incontro della retta innalzata dal detto punto normalmente alla lunghezza del piano. Sia D il punto (fig. 91.) a cui giunge in un dato tempo il grave che cade liberamente, ed E sia quello a cui perviene cadendo impeditamente sul piano. Certo è che AD=gt2/2, ed AE=gt2 sen. (/2.
      Onde AE/sen. alfa=gt2/2: e però AE/sen. alfa= AD, ed anche AE=ADsen.alfa. È dunque la EA seno dell'angolo ADE relativamente al raggio AD: e però è parimenti cateto di un triangolo rettangolo la cui ipotenusa è AD. Dunque il punto (E), a cui perviene un grave, dopo essere disceso in un certo tempo per la lunghezza (AE) del piano inclinato, è determinato dalla normale (DE) condotta alla lunghezza stessa dal punto (D), a cui esso perviene cadendo nel tempo stesso per l'altezza (AD.)
      5° Dunque un grave, che discende per un piano inclinato, à in ogni punto, a cui perviene, la velocità stessa che avrebbe, se ivi fosse caduto verticalmente.


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Elementi di Fisica Universale
Parte Terza
di Francesco Regnani
Stamperia delle incisioni zilografiche Roma
1863 pagine 329

   





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