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      Questa seconda cosa è manifesta a chi consideri, che tanto i pianeti primarii e le comete in riguardo al Sole, quanto i satelliti verso i primarii obbediscono alla prima legge kepleriana. Ora in tal caso (38. IV. 1° e 2°) la forza centrale, da cui è animato il mobile, agisce in ragione inversa del quadrato della distanza. Ma la prima cosa, che cioè la detta forza centrale sia un'attrazione scambievole, che esercitasi fra le molecule del corpo attratto e dell'attraente, come accade nella gravità, e che però la gravitazione universale operi nella ragione diretta del prodotto delle masse, è un poco più difficile a verificarsi; anzi sembra contraddetta dai fatti. Imperocchè da tale teorica s'avrebbe ad inferire che tanto il Sole come la Terra, a cagion d'esempio, dovrebbero girare intorno ad un punto, esistente sulla retta condotta dalla Terra al Sole, e dividente questessa retta in parti inversamente proporzionali alle masse dei detti due corpi.
      Il Sole non sarà dunque più immobile; come è stabilito dalle leggi kepleriane. Infatti evidentemente se M rappresenti la massa del Sole, m quella di un pianeta, ed r la loro distanza; la grandezza dell'attrazione, che à luogo fra il Sole ed il pianeta, deve esprimersi per Mn/r2. Dunque M/r2 rappresenta la forza acceleratrice, colla quale il Sole è attratto dal pianeta, ed m/r2 indicherà quella, onde il pianeta è attratto dal Sole. Trattandosi di moto relativo, come nel caso nostro, uno dei due astri può considerarsi immobile, purchè ad esso attribuiscasi il moto dell'altro, cioè purchè ad ogni unità di massa di quest'ultimo venga attribuita, non solamente la sua, ma anche la forza spettante all'unità di massa del primo.


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Elementi di Fisica Universale
Parte Terza
di Francesco Regnani
Stamperia delle incisioni zilografiche Roma
1863 pagine 329

   





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