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      Ciò posto si deve riconoscere, che anche un luogo non molto esteso può in oggi esser bastante per contenere tutte le merci di transito, e dove sì gli esteri che i nazionali possono contrattarle, senza che abbiavi ad essere nè distinzioni umilianti per gli uni, nè pretesi privilegi per gli altri, giacchè la giustizia è una sola, nè può ammettere protezioni. Intesa questa gran verità da’ nostri antichi legislatori, sino dall’ottavo secolo trattarono essi col massimo riguardo tutti gli Orientali, che venivano a mercanteggiare in Venezia. Furono segnatamente date ad essi vaste fabbriche per alloggiare con libertà e comodo. Havvi ancora li nome di Ruga Jaffa, ch’era una contrada dove abitavano gli Armeni Persiani, o sia gli Armeni di Jaffa. Eravi il fondaco dei Saraceni o Mori, il quale più non esiste, ma di cui rimane ancora la memoria nella Piazza detta Campo dei Mori, sulla quale sorgeva un vasto e magnifico edifizio con colonne, statue ed altri ornamenti, di che si vedono tuttavia i rimasugli nelle casette costrutte poscia in quel luogo. Il fondaco de’ Turchi si conserva pure oggidì sul canal grande, e serve ancora alla loro abitazione. Ne’ tempi posteriori vi si eresse pure il Fondaco dei Tedeschi, famoso oltre al resto, per le superbe pitture delle quali lo hanno arricchito li nostri più celebri pittori. Tutto questo lusso non è certamente necessario all’essenza della cosa, e basterà solo che rimangano in vigore le basi essenziali del commercio.
      Che se la sapienza e l’accorgimento d’un illuminato Governo consiste principalmente nell’approfittare delle opportunità, che somministra il paese, nel secondare i vantaggi della sua posizione, del suolo, del clima e sopra tutto del genio e delle abitudini dei suoi abitanti, certo è che creando Franco il Porto di Venezia si avrà preso la migliore possibile misura a suo riguardo.


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Origine delle feste veneziane
(6 volumi)
di Giustina Renier Michiel
Tipografia Lampato Milano
1829 pagine 712

   





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