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      Il Governo Veneto non permise dunque nè altri tributi, nè altre Feste che quelle di che parlammo; e noi qui abbiamo voluto descriver tutto con esattezza, perchè non si confondesse la Festa presente con altre che in parecchi incontri ebbero luogo, e che troveranno anch’esse il loro posto.
      Festa di Santa Marta.
      Nulla v’ha in questa Festa che richiami alla memoria nè una segnalata vittoria, nè una particolar divozione; e se porta un titolo sì venerabile, ciò è perchè si celebra nel giorno di santa Marta, e nella contrada che ne ha poscia ricevuto il nome, la quale si stende sopra l’estremo lembo della città, che guarda il ponente.
      In antico parecchie brigate si recavano entro certe barche alla pesca della sogliola, il miglior pesce che si mangi in luglio, e sulla sera smontavano a terra, e là sul fatto facean gozzoviglia sulla riva più prossima, godendovi l’aria fresca confortatrice delle forze illanguidite dalla fatica del pescare, non meno che dal caldo della stagione. Divenuta in appresso più ricca la popolazione, ed introdottavisi la mollezza, si lasciò l’opera della pesca ai poverelli, costretti ad esercitarla per vivere, ed il faticoso trattenimento di prima si cangiò allora in un singolare divertimento. Vi s’immaginò una cena generale, in cui signoreggiava, come signoreggia anche a’ dì nostri, la sogliola, antico protagonista, nobilitato poscia coll’aggiunta di una salsa, detta volgarmente saor; e questa salsa poi, siccome assai spesso avviene, usurpando per sè tutti gli onori, finì con divenire il Nume non solo delle altre varie vivande, ma, per così dire, di tutta la cena.


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Origine delle feste veneziane
(6 volumi)
di Giustina Renier Michiel
Tipografia Lampato Milano
1829 pagine 712

   





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