Pagina (400/712)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Ma un nuovo giorno e più abbagliante ancora succedette al tramonto dell’astro vivificante. Un infinito numero di lumi, che risplendevano nella piazza, sul ponte, su ogni edificio, davano a tutti quegli oggetti un aspetto magico, e veramente incantatore. Le torcie e le candele poste sopra grandissimi candelabri d’argento in ogni bottega; ed i lampadarj dorati in aggiunta ai fanali accesi, riflettendo il lor lume sul tetto del porticato, realizzavano il progetto già prima concepito di offrir l’aspetto maraviglioso d’un nuovo firmamento. L’aria rimbombava di concerti armonici formati da numerose orchestre sparse qua e là. Il concorso era immenso. Le donne di ogni condizione venivano qui a passeggiare, facendo pomposa mostra de’ loro vezzi, e de’ loro più ricchi abbigliamenti. Gli uomini dimenticando la loro età, il loro rango, si frammischiarono alla gioventù la più vivace ed amabile; e tutti indistintamente godevano di quel luogo sorprendente. Gruppi di gente mascherata, quali con istrumenti musicali, quali con fiaccole accese percorrevano gaiamente tutto questo spazio. Generale era la gioja, la pace, la concordia, l’unione. Tre giorni e tre notti durò la splendidissima festa.
      L’esempio dato dal corpo de’ mercanti di panno, lungi dall’abbattere il coraggio degli altri corpi, gli accese piuttosto di una nobile emulazione; dal che successe che non solamente tutti i corpi de’ mercanti nostri, ma quelli ancora delle differenti nazioni, che avevano quivi i loro fondachi, chiesero la permissione al governo di poter essi pure testimoniare pubblicamente la loro esultanza per l’accrescimento di gloria acquistatosi nuovamente dalla Repubblica.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Origine delle feste veneziane
(6 volumi)
di Giustina Renier Michiel
Tipografia Lampato Milano
1829 pagine 712

   





Repubblica