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      Ecco il termine della famosa Lega di Cambray, che aveva armate tante braccia per annientare una Repubblica, meritevole piuttosto che tutte si armassero per sostenerla. La nostra storia può bene gloriarsi di avere un’epoca così memorabile. Havvi in essa da ammirare non solo il valore e la forza della Repubblica dopo la prima sorpresa, ma particolarmente l’unione de’ sentimenti per la difesa della libertà; la sua fina politica nel saper unire e disunire le alleanze, l’arte d’impiegar e muovere a tempo tutte le molle, e singolarmente quello spirito di vero patriotismo, ch’è sempre l’effetto di un governo equo e giusto, e della felicità generale.
      È inesprimibile l’esultazione di tutti i sudditi Veneti allora quando, dopo tante vicissitudini, si videro finalmente renduti all’adorato loro principe naturale. Saccheggiati dagli stranieri impudenti ed avidi, non aveano sopportato il loro giogo che con orrore, ed erano stati sempre amareggiati di aver perduto un governo, che non esigeva che obbedienza alle leggi, e imposte moderatissime. Ogni città spedì dunque i suoi Deputati a Venezia per assicurare il Senato della sua perfetta felicità, e per offerirgli la total sua dedizione. Il Senato dal canto suo rispose con effusione a queste commoventi espressioni, e volle subito con vera carità paterna sollevarle dalle imposte gravose ch’ebbero a sostenere durante la guerra. Ordinò in oltre, che si dovessero pagare tutti gli stipendj sospesi agli amministratori di ogni città e che ogni città dovesse essere non solo restaurata dai danni sofferti, ma abbellita per modo da accrescere i comodi ed il lustro de’ cittadini.


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Origine delle feste veneziane
(6 volumi)
di Giustina Renier Michiel
Tipografia Lampato Milano
1829 pagine 712

   





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