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      Mistriss Hammon, afflitta dell'effetto che avevano prodotto in me le sue giuste osservazioni, si sforzò di cercare delle ragioni speziose proprie a distruggere le sue prime obbiezioni.
      Ricusando milord Alderson di leggere le lettere che gli furono portate nel suo feudo,
      diss'ella "Milord dovette restare nell'incertezza della vita o della morte di lady Sara. Egli desidera forse dei lumi, che il di lui odio per milord Revell non gli permise di ricercare in quel tempo: si possono investigare le sue disposizioni, e prender norma per ben dirigerci."
      Ma chi oserebbe esporsiesclamò Lidy "a smentire in faccia a Milord una voce sparsa da lui medesimo? Come sostenergli che la sventurata sua figliuola non è morta a Calais? Qual furore non ecciterebbe in lui tale audacia? Chi mai potrebbe sostenere senza tremare il tuono della sua voce e l'eccesso de' suoi trasporti?"
      Iodisse mistriss Hammon "io lo servo con zelo, con fedeltà: ma sono più attaccata ai doveri dell'umanità, che alla sua persona. Sento che la durezza del di lui cuore diminuisce in me quell'affetto ch'io nutriva per lui. Gli avvantaggi de' quali io profitto nella sua casa, non sono di un prezzo così importante a' miei occhi, quanto lo è il ben essere della figlia di lady Sara, e rinunziarei senza esitanza alla mia fortuna per la satisfazione di vederla felice. Io spero molto, ma conviene ben condursi, e niente sacrificare ad una soverchia sollecitudine; cerchiamo di assicurare i successi de' nostri desideri, e non tentiamo passi imprudenti.


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Istoria di Miss Jenny
di Marie Jeanne Riccoboni
pagine 285

   





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