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      Et à quanti n'incontra di lontano,
      Che non debba venir, cenna con mano.
     
      SILENTIO.
      HUOMO, vecchio, il quale si tenga un dito alle labbra, & appresso vi sarà un'Occa con un sasso in bocca; perche l'età senile persuade facilmente il Silentio, come quella, che confida più ne' meriti, & nella fama acquistata, che nelle parole. Si fà il Silentio da alcuni di questa età.
      L'Occa, è molto dedita al continovo stridere, & ciangottire con molta garrulità, & senza consonanza, ò armonia alcuna. Però tenendo il sasso in bocca c'insegna, che non ci trovando noi atti à poter parlare in modo, che ne potiamo acquistar lode, dobbiamo tacere più tosto, acciò che se non si accresce, almeno non si sminuisca l'opinione del nostro sapere, essendo, che il Silentio agguaglia i più ignoranti a' più dotti. Et però diceva un Savio, che l'huomo si assimigliava alle pentole, le quali non si conoscono se siano sane, ò rotte, se non si fanno sonare. Et Socrate, dovendo dar giudicio di un nuovo scolare della sua scola, disse di volerlo sentir parlare, per poterlo vedere.
      Scrive Ammiano dell'Ocche, che, partendosi per lo troppo calore del Sole dall'Oriente verso Occidente, & essendo loro necessità passare per lo Monte Tauro, ove è grande abondanza d'Aquile, timide della forza loro, per non manifestarsi con lo strepito naturale della bocca, prendono con essa un sasso, & lo sostentano sino, che sieno fuori del pericolo. Et perche da alcuni Scrittori questo istesso si attribuisce alla Grue, però questa in cambio di quella si fà alle volte da Dipintori.


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Iconologia overo descrittione dell'imagini universali cavate dall'antichità et da altri luoghi da Cesare Ripa
di Cesare Ripa
pagine 395

   





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