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      Questo fine mi ha mosso, non già perche io creda la Filosofia di esso in ogni parte infallibile, ò i suoi discorsi totalmente, & sempre dimostrativi; anzi stimo per certo, la verace Filosofica sapienza nè a lui, nè ad alcun altro de gli homini esser stata giamai per vie naturali pienamente concessa. L'humano sapere, effetto principale dell'anima nostra, non eccede il vigore della cagione, non potrà dunque da lei finita ricever virtù d'attingere l'infinità d'i scibili, massime del supremo, che è l'unico fonte di conoscenza; l'oggetto, & la potenza cognoscitiva hanno proportione scambievole; se dunque ella limitata tende all'attingenza dell'immenso, attrahendosi fuor di se stessa, ne attingendo quello, si annienta. Oltre che ella medesima quasi del tutto à se incognita, quali conoscenze potrà haver scientiali, e distinte di i suoi effetti? e cognitioni forse per cause senza cause? totalità di scienza col mancamento di principali principij, & del tutto? La purissima intelligenza è Iddio, non può dunque trovarsi da lui disgiunta. Et chi la spera totale nelle creature, presume racchiuder l'infinito attuale in un punto. I nostri discorsi, che chiamiamo demostrationi infallibili, se siano negativi, saran realmente veri; ma ne conducono appunto ad una verità negativa, ad una cognitione, che niente abbraccia. Poco più vale il conoscer per sillogismi che l'Elefante non sia un sasso, che il non conoscerlo in modo alcuno. L'affirmative universalissime sono veraci anch'elle, ma non si avvicinano al scopo, ne lasciano nel communale, e nel confuso.


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Esercitazioni filosofiche
di Antonio Rocco
Appresso Francesco Baba Venezia
1633 pagine 230

   





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