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      Hor non avreste quì fatto un colpo notabile, e da maestro contra Aristotile, assalendolo e ferendolo con la sua propria dottrina? in qual vigore sarebbe restato il suo famoso argomento di proietti cadenti à perpendicolo, per provar la quiete della terra, se con le sue positioni gli haveste potuto improverare che siano al pari di essa portati in giro dal mezo? onde quantunque ella si mova, potrebbono nondimeno cascare à perpendicolo. Oh come avreste conchiuso, più tosto, che ributtar quest'armi, che vi erano tanto favorevoli. La quarta cosa è, che supponete il vento esser nient'altro che l'aria mossa: opinione di molti Antichi Filosofi, ma non già di Peripatetici, però voi, che contra questi parlate, doveate apportarne qualche ragione, aspettando indubitatamente, che vi sarebbe negata, e ricever le negationi in Filosofia senza difesa, è quasi oltraggio. Ne mancano essi a se stessi, di provar che il vento non sia aria commossa, ma da quella totalmente diverso. Et anco ciò dovevi avvertire, e confutare; ogni punto, che giova a i vostri avversarij, fa pregiuditio notabile à voi. Gli accidenti meravigliosi che dite seguir da i proietti, cioè che il moto della pietra cadente dall'albero della nave che camina, facendo una linea trasversale si faccia in tempo uguale con quel che si fà dalla medesima pietra cadente dall'albero che stia quieto, e così i tiri di colubrina verso l'orizonte di mille braccia, o quattro mila &c., posta sopra una torre alta cento braccia siano in tempo uguale con la caduta di una palla dalla torre al suo fondo; come che siano contra l'esperienza, & in falsi suppositi, del vostro doppio moto retto, e circolare fondati, e di nissun rilievo alle nostre controversie, non voglio più che tanto considerargli; tanto più che si solvono dalle determinationi precedenti, hò voluto però accennargli, e per non romper il filo, e per tirargli in conseguenza al giudizio di discreti lettori.


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Esercitazioni filosofiche
di Antonio Rocco
Appresso Francesco Baba Venezia
1633 pagine 230

   





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