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      » Io lo guardai allora in viso più attentamente e come un lampo mi si affacciò alla mente: questi deve essere figliuolo del Gatroni, che orrido egli era come il padre, sebbene assai giovane. «Mustafa Bei sono io», risposi tosto, «ma, per Iddio, tu devi essere il figlio di Mohammed Gatroni!». «Appunto, e sono tre giorni che aspetto dinanzi alla tua porta, i tuoi servi mi hanno continuamente cacciato via ed alle mie domande, se tu eri Mustafa Bei, hanno sempre risposto di no; io aveva già risoluto di partirmene di bel nuovo per dire a mio padre che tra gli stranieri non eravi nè Edris Effendi, nè Mustafa Bei, ma ora rimango al tuo fianco, e ti seguirò, dovunque tu vai». Queste parole dette in fretta mostrarono ad un tempo la gioia di avermi trovato, e la sicurezza con cui faceva conto di poter rimanere presso di me mi era garante di una fedeltà a tutte prove. E così fu infatti, giacchè Ali Gatroni fu il servo più fedele di tutti: nella necessità e nel pericolo, mi fu continuamente allato e, dei trenta servi che ci accompagnarono durante la spedizione, fu il solo che mi rimase fedele fino all’ultimo momento.
      Naturalmente facevamo continue escursioni, ora più brevi ora più lontane, ed in una di esse, fatta dal dott. Stecker con Hubmer al Gebel Fergian, fummo sorpresi da uno spaventevole Samum, o Simum, come dee scriversi più correttamente, il quale imperversò con irresistibile violenza e produsse i più strani fenomeni elettrici. Questo Samum ebbe luogo ai 24 di febbraio e si svolse col massimo furore verso sera ed alla mezzanotte.


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Tripolitania
Viaggio da Tripoli all'oasi di Kufra
di Gerhard Rohlf
Editore Vallardi Milano
1913 pagine 310

   





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