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      Le società rappresentate furono sessanta: i rappresentanti in grande maggioranza mazziniani e garibaldini(185).
      Votati i soliti indirizzi e ordini del giorno di carattere politico(186), si discussero tre quesiti assai interessanti: uno sull'attribuzione esclusiva dei lavori pubblici agli operai italiani(187); il secondo sull'opportunità di organizzare un'inchiesta sui salari agricoli-industriali(188); il terzo, presentato dalla Società generale di mutuo soccorso e d'istruzione degli operai di Trani, e per essa dal suo delegato, Gennaro Bovio, era cosí concepito: «Può convocarsi a quando a quando un congresso internazionale fra le società operaie delle diverse nazioni, acciò provvedendo a' loro comuni bisogni, ne detti un comune regolamento, che sempre piú ne avvicini a quell'unità morale fra le nazioni o popoli, ch'è la piú sublime ispirazione del nostro secolo?»
      Un mese prima che il Congresso di Napoli si adunasse, a Londra era sorta l'Associazione internazionale dei lavoratori(189). Di questo fatto alcuni delegati del Congresso napoletano eran certamente stati informati, forse dal Mazzini o forse da un suo intermediario(190). Perciò, dopo che l'ebbero appoggiata Savi, Asproni e Fanelli, la proposta del Bovio venne approvata con molto calore e si deliberò di far rappresentare gli operai italiani al I Congresso dell'Internazionale che era stato indetto per il 1865 a Bruxelles, sempre che fossero disponibili mezzi sufficienti a fronteggiare le spese di viaggio di un rappresentante.


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Mazzini e Bakunin
di Nello Rosselli
pagine 458

   





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