Pagina (120/184)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Dove vive, dove si attua dunque il liberalismo? In tutte le forze attive, rivoluzionarie (nel senso sostanziale della parola) della storia; in tutte le forze sociali che – sia pure senza averne sempre piena consapevolezza – esercitano una funzione rinnovatrice, in tutte le forze che intendono superare lo stato sociale attuale e aprire alla libertà e al progresso sempre nuovi territori, sempre nuovi orizzonti.
      I poveri, gli oppressi, coloro che non possono adattarsi allo stato attuale, perché in questo stato soffrono e si sentono come limitati, mutilati, e hanno coscienza della loro mutilazione; ecco il formidabile campo di reclutamento del liberalismo. La classe lavoratrice nella moderna società capitalistica, ecco la classe che sola, come classe, può essere rivoluzionaria; il socialismo che ne interpreta le esigenze, che lotta contro l’assetto attuale in nome dei bisogni del maggior numero e di un principio superiore di libertà e di giustizia, che risveglia le masse dalla servitú antica dando loro coscienza della inferiorità in cui si trovano, ecco il movimento politico liberale e liberatore.
      «Il proletariato – scrive uno tra i piú acuti rappresentanti del nuovo socialismo italiano – Saragat – non ricrea la storia dalle fondamenta, ma al contrario non fa che portare a compimento un vecchio lavoro iniziato da quando esiste la società umana... L’idea di libertà non nasce col proletariato ma con la nascita dell’uomo, col primo bagliore di autocoscienza nello spirito dell’uomo. Al proletariato spetta di portare piú alto e piú avanti questa fiaccola che ha ricevuto nel moto drammatico della storia dalle classi che lo hanno preceduto.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Socialismo liberale
di Carlo Rosselli
pagine 184

   





Saragat