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      - Quand'è così, voi sapete quali mezzi tiene in serbo la giustizia per fare in modo che una bocca pronunzii la verità.
      E l'auditore, suonato il campanello, ingiunse al custode di ricondurre il Bruni nella sua prigione.
      Partito Lorenzo, l'auditore si alzò, e prendendo il processo verbale dalle mani d'un assessore:
      - Nessuno, disse, mi leverà dalla testa che costui sia un iniquo matricolato - E con tali parole sulle labbra, e coi relativi pensieri nella testa, si mosse per recarsi nell'aula dell'eccellentissimo signor capitano di giustizia. Quando fu nell'anticamera e già stava per farsi annunziare, gli mosse incontro una livrea dell'illustrissimo signor capitano marchese Recalcati, e:
      - Per ora non si può entrare, gli disse.
      - Perchè non si può... ?
      - Perchè...
      Ma in quella si fecero intorno all'auditore molti notaj e assessori e scrivani che si trovavano là, e:
      - Sapete, gli dissero, chi fu ammesso or ora all'udienza dell'illustrissimo signor capitano?...
      - Che cosa posso saper io?... chi dunque?...
      - Non lo indovinereste in mill'anni. Quella venerabile matrona che tutti conoscono, donna Paola Pietra.
      - Ma che relazioni può avere una tal donna colla giustizia?
      - Chi lo sa?
      - Gli è molto che sta col capitano?
      - Se non è di più, non è di meno di un'ora... Chi sa mai cos'è avvenuto di strepitoso?
      Ma in questo punto s'udì una lunga scampanellata dalla camera del capitano, e accorse le livree ad aprir l'uscio, comparve sulla soglia donna Paola, la quale uscì, attraversando l'anticamera tra gl'inchini riverenti di quanti eran là.


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Cent'anni
di Giuseppe Rovani
pagine 1507

   





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