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      La parte giovane e vivace e tanto quanto musicale della popolazione di Milano, che aveva subodorata quell'accademia a ciel sereno, affollò la contrada dei Tre Re, e, secondo il costume imperscrivibile dei giovinotti di tutti i tempi e di tutti i luoghi, fecero un baccano del diavolo, e chiamarono a gran voce il tenore, che dovette più volte mostrarsi sul poggiolo dell'albergo a ringraziare, come se fosse una testa coronata, il buon popolo delle attestazioni di benevolenza onde gli era cortese; e finalmente potè andar a dormire quando i violini cominciarono a sentir l'aria umida della notte, e gli strumenti da fiato cessarono di ricever fiato dai loro proprietarj, che sonnecchiavano coi corni e i clarinetti in bocca.
      Ma v'è chi dorme di notte, e v'è chi veglia; e precisamente quando il tenore Amorevoli potè pigliar sonno, vegliava ancora... chi? un uomo di cui il lettore si è forse dimenticato: il conte ex colonnello V..., il marito della contessa Clelia.
      Noi lo abbiamo lasciato in un tristo momento, in cui l'ira gli era stata dimezzata in petto dalla pietà... Dopo, dovette cedere alle circostanze... ai pianti della madre di donna Clelia, a quelli della sorella, ai consigli del fratello... D'altra parte, fuggita la contessa, imprigionato il reo tenore, quand'anche avesse voluto far mulinelli collo spadone che aveva portato al reggimento, non avrebbe potuto che farli all'aria: si contenne dunque fremendo, al punto che potè aderire al suggerimento di suo fratello, uno del nobile collegio dei giureconsulti, e presentar la petizione formale per ottenere contro la moglie la divisione giuridica di letto e di mensa.


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Cent'anni
di Giuseppe Rovani
pagine 1507

   





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