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      In una tale condizione d'animo trovavasi appunto donna Paola nelle ore che stava aspettando la sua protetta, e tanto più si affannava, quanto più, ripensando le cose avvenute (e non conosceva il peggio), vedeva che i buoni consigli non assicurano sempre la felice riuscita delle cose, e talvolta, pur troppo, come nel caso suo, partoriscono effetti al tutto opposti ai desiderati. A taluno de' nostri lettori parrà strano che siasi voluta mettere innanzi donna Paola siccome l'ideale della carità, un surrogato in terra alla Provvidenza, quando poi, in sulle prime operazioni, doveva fallire agli intenti desiderati. Ma innanzi tutto, quando un fatto è realmente avvenuto con quelle circostanze speciali, impreteribili al raccontatore, un personaggio non può sempre appagare i desiderj di chi legge. D'altra parte una storia come la nostra non è che uno specchio più o meno terso, più o meno ondulato, in cui si riflette la prospettiva della vita. Ci può essere qualche deviazione di linea, qualche raggio che s'interseca o prima o dopo, ma l'immagine riflessa in poco può variare dal vero. C'è di più, che un personaggio, tanto nei lavori dell'arte come nella vita reale, il quale si distingua per carattere segnalato di virtù, si fa manifesto per l'intenzione ed il fervore della volontà di operare il bene, non già per l'ultima riuscita, la quale non è mai la vera misura onde valutare il grado della virtù stessa. Coloro che pretendessero dovere la comparsa di donna Paola Pietra stornare sciagure e peccati e cadute, mostrerebbero di non conoscere la differenza che passa tra i personaggi della vita vera e gli dei d'Omero.


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Cent'anni
di Giuseppe Rovani
pagine 1507

   





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