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      - È una cosa così chiara e lampante, che è più facile vederla che dimostrarla. Come farò io a dimostrare e a provare a lei che oggi è una giornata calda, se ella mi dice d'aver freddo?...
      - Il signore conosce l'arte delle anguille... me ne congratulo tanto... ma qui non si tratta nè di caldo nè di freddo... si tratta di torto e di ragione, e di un fatto in cui ci son gli indizj e le prove palmari e dell'uno e dell'altra... Ho dunque l'onore di dirle che nelle consuetudini, e negli statuti, e negli interpreti, i figli di un matrimonio appartengono tutti a quel padre che non s'è mai diviso dalla moglie in faccia alla legge, e che dalla legge non fu dichiarato prosciolto dai vincoli di marito... Ora, durante l'intero anno 1750, il signor colonnello non fu mai legalmente diviso dalla signora contessa.
      - Questo è vero... ma...
      - Che ma? in aggiunta poi ho il piacere di dirle che il signor colonnello, tanto è più grande e grosso quanto meno acuto, per paura forse che la pratica del foro milanese non bastasse a salvar la riputazione della moglie, andò espressamente a visitarla in Venezia... e più d'una volta fu alla casa dov'ella alloggiava; il che venne constatato dalle testimonianze e di quei padroni di casa, e dei servi, e del guardaportone... È contento ora?....
      - Tutt'altro; bensì le dirò che il signor conte, difeso dall'avvocato Rapazzini, che è l'avvocato di monsignore mio padrone, ha opposto al fatto dell'essersi presentato due volte alla casa della contessa in Venezia, quello del non essersi mai trovato davvero con lei.


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Cent'anni
di Giuseppe Rovani
pagine 1507

   





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