Pagina (1009/1507)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      - Ed oggi invece mi viene una strana tentazione di saper qualche cosa.
      - Va la, va là, colonnello, che ho già capito tutto: a te non dispiace niente affatto quel caro dragoncino là... Però ti avviso, caro il mio colonnello, che hai passato da un pezzo la linea equinoziale, e quella ragazza là, se ha diciott'anni è molto; e per quanto io giri gli occhi sugli ufficiali che ci stanno qua intorno, non vedo giovane più bello di quel capitano.
      - Chi giuoca di gioventù, chi giuoca di astuzia... e in questo genere di cose chi ultimo arriva meglio alloggia. Ma e poi, chi ha detto a te ch'io abbia di queste intenzioni?... oibò... quel che mi preme è di saper nuove di Milano e di casa mia... Ma guarda che colei si alza... Davvero, che ragazza più bella non ho mai veduta al mondo.
      - Si direbbe però che è ammalata...
      - Ammalata o sana, non so cosa dirti; ma la vista di costei mi dà quel tal genere di noja che... Ah, capisco che io non ho mai da diventar vecchio.
      Così dicendo il conte si alzò, rifece il giro dello scaglione percorso prima dall'ufficiale di ordinanza, e si fermò presso al capitano Baroggi. Messi in rispetto dalla sua divisa tutta a ricami d'argento, gli spettatori ch'erano là affollati, provarono la felicità di potergli dar luogo.
      Donna Paolina erasi riavuta dal suo malore istantaneo, e però raccolse tutte le sue forze quando, avvisata dal Baroggi, vide il conte lasciare il suo posto e farsi alla loro volta.
      - Caro capitano (il primo a parlare fu il conte), ho piacere di stringere la mano di un compatriota.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Cent'anni
di Giuseppe Rovani
pagine 1507

   





Milano Baroggi Paolina Baroggi