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      Quando le donne vengono assalite dal tifo erotico, si trovano sempre in una condizione molto pių grave e allarmante degli uomini. Questi possono far nascere gli avvenimenti; le donne devono aspettarli: d'altra parte, a meno che non siano vedove, il quale stato dev'essere, a parer nostro, il non plus ultra della felicitā muliebre, non possono nč andare, nč stare, nč uscire quando vogliono, nč penetrare in certi luoghi, nč passeggiare sub luna, ecc. Le pene cosė dette dell'inferno debbono avere qualche analogia con quelle di una donna, che, sia essa nubile o maritata, non aspira che a vedere e trovarsi con colui che gli sta sempre in pensiero. Nč la contessa Amalia potč andar sciolta dalla legge comune. Sebbene in sul principio, come avviene sempre delle donne che non fanno all'amore per capriccio e passatempo, ella avesse fatto proponimento di non dare alcun alimento a quella passione, di troncare di colpo ogni via di comunicazione tra il desiderio e il suo adempimento, di fingersi ammalata, di non uscir pių di casa, di non recarsi pių a nessuna festa, perfino di palesar tutto al marito, onde terminar ogni cosa in un momento; pure non fece nulla di tutto ciō. Certo che avrebbe fatto assai bene a mettere in atto quei propositi, e chi non lo sa? Ma la cagione del non esserci riuscita sta nel fatto che erale davvero entrato in petto il demonio della passione, il quale vuol quel che vuole, ed č onnipotente. Taluno potrebbe domandare in che modo alcune poche parole, dette in un momento fuggitivo, abbiano potuto suscitare un incendio cosė pronto e cosė generale; ma noi risponderemo appunto colla teoria degli incendj.


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Cent'anni
di Giuseppe Rovani
pagine 1507

   





Amalia