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      E di giorno in giorno ritornavano gli avanzi dell'esercito italiano. Il popolo andava ad incontrarli alle porte; erano ovazioni, erano sfoghi d'affetti. Alcuni mesi prima Napoleone veniva maledetto; mentre, ad onta di tanti antecedenti avversi, il principe Beauharnais veniva esaltato pei suoi sagrifizj, per la sua costanza, perchč solo era rimasto a proteggere la ritirata degli estremi avanzi del grand'esercito.
      Ma i convogli dei reduci feriti vennero a cambiare il favore popolare in odio; si raccontarono le ingiustizie fatte da Beauharnais ai soldati italiani, si raccontavano le controversie avute col general Pino; l'iniqua malizia con cui impedė alla divisione di quel generale di segnalarsi in pių fatti d'armi ove il suo aiuto sarebbe stato tanto salutare. In una parola, Napoleone fu rimesso sul piedestallo, e il vicerč fu generalmente detestato. Ad accrescere quest'odio giunsero da Parigi a Milano il conte Aquila e la moglie dell'avvocato Falchi. Essi avevano fatto il viaggio in compagnia. L'ambizione che aveva spinto a Parigi il conte Aquila, e i boni del tesoro per cui la moglie dell'avvocato erasi recata a scandagliare le banche francesi, furono le cause funeste degli avvenimenti che racconteremo.
     
      II
     
      Come dunque abbiam sentito dal corriere Barbisino, il conte Aquila e l'avvocatessa Falchi erano andati a Parigi sulla fine dell'anno 1812, quando appunto sapevasi che Napoleone a grandi giornate vi ritornava dalla Russia. - Essi eransi recati nella capitale dell'impero per diversi intenti, e senza che l'uno sapesse dell'altra.


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Cent'anni
di Giuseppe Rovani
pagine 1507

   





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