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      In un mese si cambiarono tanti servi e camerieri e cuochi, che la casa del conte B...i pareva l'ufficio d'indicazione del mediatore Mustorgi. Nè le vessazioni dovevano fermarsi qui. La signora si trovò incinta. In quella circostanza i suoi portamenti furono tali, a giudizio dei servi impietositi, da far sospettare che egli, intendente com'era di medicina, cogliesse ogni occasione per sconcertarla nella gestazione.
      Quando giunse il giorno che la signora si sgravò, egli col pretesto che, invece d'un maschio, era venuta in luce una bambina, s'infuriò, gridò, ululò, sbattè imposte, e, a tutti gl'indizj, parve che, coi sussulti e gli sgomenti tanto pericolosi alle puerpere, mirasse a provocare una flogosi violenta che gli portasse via la moglie in poco tempo. Il professor Strambio, chiamato dalla levatrice inorridita, prese allora di fronte il conte Alberico, e gli diede un lavacapo con minaccia di peggio. E allora colui a infingersi, a umiliarsi, a protestare un immenso affetto per la sua cara moglie, a dichiarare ch'egli era tutto stravolto pel timore che aveva di perderla; laonde il dottor Strambio, non sapendo a chi credere, se ne andò crollando il capo, e non si fece più vedere.
      Queste scene atroci si ripeterono: la madre e la sorella di quella povera donna stavan sempre in timore di qualche sventura quand'ella trovavasi incinta; condizione già pericolosa per sè stessa, ma che in quella casa e con quel marito assomigliava ad una sentenza di morte sempre sospesa sul capo. Di tre figlie che ebbe, l'ultima nacque morta, e la disgraziata madre ebbe a subire una malattia lunga, che le guastò al tutto la complessione.


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Cent'anni
di Giuseppe Rovani
pagine 1507

   





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