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      - Ma nella poesia e nella letteratura v'è un uomo in Italia che può benissimo far degno riscontro a Rossini; ed è Manzoni; e se la fama di quest'ultimo non risuonò così rapidamente e vastamente come quella del primo, bisogna trovarne la ragione nell'indole e nella diversa fortuna delle due arti. - Il primo fatto intanto per cui Rossini e Manzoni si fanno riscontro l'un l'altro è il primato che ciascuno occupa in Italia e fuori per consenso universale e concorde. - Ma lasciando da parte la fama e la gloria, che sono le conseguenze e i compensi del merito, anzichè il merito stesso; è nella sostanza, è nell'originalità, è nella grandezza che Rossini e Manzoni sono veramente i re di due diversi regni. - Un'altra virtù caratteristica poi che hanno in pari grado (ed è il distintivo dei veri genj nell'arte, perchè li fa esser varj e vasti come il pensiero e la vita), è la potenza di esercitare il riso ed il pianto, come se in ciascuno fosse unita la natura di due uomini diversi. - Gl'ingegni i quali non sanno fare altro che ridere o piangere, non sono completi, sono uomini a mezzo, perchè della vita non riflettono che un lato solo - Dante piange e ride, alla sua foggia, s'intende; è sublime ed è grottesco; accanto alle creazioni più pure e celestiali pone le più strane figure; Michelangelo nel suo Giudizio sotto al Cristo ha messo in caricatura il diavolo; Ofelia e Falstaff uscirono dall'unica mente di Shakespeare. - Il largo al factotum e il pianto di Desdemona da quella di Rossini.


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Cent'anni
di Giuseppe Rovani
pagine 1507

   





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