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      Io amo questa donna; ed ella, pur senza volerlo, mi ama; dico senza volerlo, perch'ella condanna codesto amore e vorrebbe liberarsene, ma deve subirlo come un morbo affannoso, come uno spasimo fisico, perchè i preti le spaventarono la coscienza fino a farle credere ch'è vietata ogni spontanea affezione, pur se rimanga nella sfera più alta ed immateriale. I preti hanno fatto il sensale di matrimonio nella sua casa. I parenti le han fatto violenza perchè sposasse un uomo che i preti hanno scelto; i preti l'avvolsero in una rete di paure inestricabili. E l'uomo alla cui vita essa fu legata, come quando s'intrecciavan le membra de' condannati nella ruota del tormentatore, quest'uomo è un assassino; ma un assassino protetto dalla legge, titolato milionario; che ha voluto impadronirsi di questa donna divinamente bella, non per altro che per placare i momentanei ardori del senso lascivo, e punirla poi di morte, saziata la fame; press'a poco come quando l'orrida Caterina si faceva accarezzare dall'improvvido coscritto, per consegnarlo poi al boja.
      «Quest'uomo aveva già ammazzate due donne prima di sposare quest'infelicissima. Per il complesso delle sue abitudini perverse, nel momento d'andar all'altare, era l'oggetto dello schifo e del ribrezzo generale. Or sai tu per che strano motivo i preti non solo permisero ma vollero questo? il motivo è specioso e acuto. Con un matrimonio provvidenziale, pensarono, placando la torbida natura di un tal uomo, potremo salvare un'anima. - A queste possibilità fu sacrificata l'innocenza, come quando nella gabbia del leone febbricitante, per tentar di placarne le irrequietudini, si mette una gazzella, nella presunzione che il leone la risparmii e faccia amicizia seco.


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Cent'anni
di Giuseppe Rovani
pagine 1507

   





Caterina