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      La nostra guida che era scomparsa, ricomparve e ci disse di seguirla, come noi facemmo. Un movimento simultaneo verso la sinistra della piazza fu fatto da quelle ombre viventi, sparpagliate all'intorno, finché alla parola "alto!" detta dalla nostra guida, ci fermammo. V'erano quattro piccoli gruppi distinti, compreso il nostro, a pochi pàssi l'uno dall'altro, in tutto quindici persone. Le contai ad una ad una, ma senza poter raffigurare gl'individui ravvolti nei mantelli e nella oscurità della notte.
      Ci fu una breve pausa. Le dodici cominciarono a battere alla chiesa di Carignano lì vicina. Al primo tòcco un'altra figura, fino allora nascosta nella oscurità di un angolo, si alzò come un fantasma di sotterra, e pronunziò con voce sepolcrale le seguenti parole: "Pregate per l'anima di X di Cadice, condannato a morte dalla Suprema Vendita, come spergiuro e traditore dell'Ordine. Prima che il dodicesimo tocco siasi sperduto nell'aria, egli avrà cessato di vivere". La campana continuava lentamente a battere. L'eco dell'ultimo tocco vibrava ancora, quando la voce ripigliò: "Scioglietevi!" ed ogni gruppo s'allontanò.
      Qual effetto una simile scena, certamente condotta anche troppo bene, potesse aver prodotto sugli altri spettatori, io non ebbi mai l'occasione di saperlo. Ma il troppo manifesto concerto melodrammatico della casa non ebbe effetto alcuno sopra noi tre. Forse sarebbe avvenuto altrimenti, se noi avessimo dato precedentemente meno spesa all'immaginazione. Perciò subito ci accorgemmo, come per istinto, che tutto quel racconto di sangue era, grazie a dio, una pura finzione, e che se al nostro Cugino di Cadice non interveniva nulla di peggio di ciò che dalla voce sepolcrale era stato annunziato, poteva morir di vecchiaia.


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Lorenzo Benoni ovvero scene della vita di un italiano
di Giovanni Ruffini
pagine 471

   





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