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      Sarebbe necessario avere la pianta esatta della Torre. Dio mio! Quante difficoltà! Come l'impresa, in apparenza semplicissima, muta di aspetto e si complica, quando si viene a discorrerne la esecuzione.
      A forza di aggirarmi in quel labirinto, finalmente trovai, o almeno credetti di trovare, un filo per uscirne. Ecco come ragionavo: i Carbonari, dicevo fra me e me, hanno proseliti da per tutto, e ne debbono sicuramente avere anche tra gl'impiegati della Torre. Supponiamo che ve ne sia uno solo: quest'uno è obbligato dal suo giuramento a favorire la fuga di un confratello. Occorrendo, potrebbe essere sollecitato con un buono sbruffo.
      Il difficile è di trovare il custode Carbonaro: e per riuscirvi non c'è che un mezzo, cioè quello di tener dietro su su alla catena, anello per anello, d'uno in un altro individuo, d'uno in un altro gradino, finché si giunga a qualcuna delle alte cariche dell'Ordine, a qualcuno di coloro che conoscono tutto e tutti gli addetti dell'Ordine stesso.
      Giunti a questo punto, siamo sicuri di trovare l'uomo che ci bisogna. In tutti i casi c'è il fratello di Lilla, il mio iniziatore misterioso, che potrà darci utili indicazioni. Forse Cesare è al caso di saperne più di me.
      Questa ricerca dà poca probabilità di buon successo: ma è l'unica che ci resti a tentare. Più ci riflettevo e più l'idea mi pareva bella. Sì, bisogna metterci all'opera per questa via fin da domani, senza perdere un minuto di tempo.
      La mattina svegliai Cesare e gli detti la brutta notizia. Nello stesso tempo gli esposi il piano da me ideato nella notte, ed egli lo approvò pienamente.


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Lorenzo Benoni ovvero scene della vita di un italiano
di Giovanni Ruffini
pagine 471

   





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