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      Le spese del culto e la retribuzione dei preti che officiavano, erano sostenute mediante una piccola contribuzione mensile di ciascun membro della confraternita.
      V'erano a quel tempo due principali confraternite, quella delle Fucine, e quella, della Marina, tutt'e due numerose e ricche, e per conseguenza rivali. Queste due confraternite si conoscevano pił comunemente coi nomi di Bianca e di Nera, dall'immagine del Salvatore, che era nera nell'oratorio delle Fucine, e bianca in quello della Marina. La Bianca e la Nera si guardavano tra di loro con un sentimento di gelosia e di rivalitą, che il Governo, fedele al motto divide et impera (dividi e reggi) lungi dallo smorzare, incoraggiava e fomentava.
      Questa emulazione si manifestava specialmente nell'occasione di certe processioni, che le due confraternite rivali facevano in dati giorni dell'anno. Ciascuna faceva di tutto per superar l'altra in magnificenza.
      Se i Bianchi uscivano con uno stendardo nuovo e con torcetti del peso di una libbra, era certo che i Neri uscivano con torcetti di due libbre e con un stendardo grande il doppio. Una volta i Bianchi erano usciti con cappe di seta, invece che di tela, come costumavano. I Neri, alla lor volta, uscirono con cappe di velluto. In breve adagio adagio le cose erano giunte a tali, che di qua e di lą si faceva a chi pił sfoggiava. Alcuni signori molto ricchi erano entrati nell'una e nell'altra confraternita, regalando grosse somme di denaro per attestare la loro protezione, e qualche volta giungevano tant'oltre da rovinarsi in quello stupido divertimento.


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Lorenzo Benoni ovvero scene della vita di un italiano
di Giovanni Ruffini
pagine 471

   





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