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      Una fioca striscia di luce nell'orizzonte faceva impallidire le poche stelle che erano visibili, e un vapor bianco cominciava a spandersi sul mare. Non era più notte e nondimeno non poteva dirsi se fosse ancora giorno. Spàlatro, piegandosi indietro sulla spalla del suo compagno, parlò a bassa voce col ragazzo seduto dietro a lui. Il ragazzo si mise subito la mano in tasca, e quindi porse a Spàlatro un non so che. Questo non so che, lo vidi chiaramente disegnato contro il cielo; era un coltello aperto, povero innocente coltello, destinato probabilmente a tagliare una fetta di pane: fu questo per me il colpo di grazia. Alzarmi e saltare nell'acqua fu tutt'uno:
      È pazzo, è pazzo!
      gridò Spàlatro. Dopo dieci minuti secondi, la barca mi aveva raggiunto, e sei robuste braccia mi sollevarono di nuovo a bordo.
      Non fu proferita una parola. I due uomini e il ragazzo erano immobili, con gli sguardi volti sopra di me. Il capitano, tenendomi sempre pel bavero, pel quale s'era ingegnato di tirarmi fuori dall'acqua, e stando curvato su di me, con gli occhi fissi nei miei tentava di trovare in essi una spiegazione della mia strana condotta. Dopo un minuto di severo esame, mi lasciò andare, e cacciatesi le mani nei capelli, si mise a gridare disperatamente: "È pazzo! è pazzo!".
      No, non lo sono ancorarisposi io sforzandomi di apparire tranquillo; "ma presto impazzirò, se non mi mettete a terra".
      Mettervi a terra?
      replicò il Capitano; "mi piace l'idea! Non sapete che sarebbe lo stesso che gettarvi da capo in mare!


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Lorenzo Benoni ovvero scene della vita di un italiano
di Giovanni Ruffini
pagine 471

   





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