Pagina (73/263)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Peggio ancora sono altri, ai quali par poco il lasciar nelle peste il disgraziato, se di più non se lo cacciano sotto i piedi: quasi paia loro per questo verso di riaversi della loro indegnità nel mettersi sotto quelli del favorito.+++
      Certo che se la tetraggine di quelli che bravano tutto giorno la fortuna è insopportabile, la prostituzione di quelli che non la guardano a sacrificarle infino gli amici è infame.
      Bisogna intender bene che v'è una via di mezzo tra la vera bassezza e la falsa grandezza d'animo, e che v'è un vero onore che ha a esser la regola delle persone sensate. A un galantuomo non s'imputa a delitto l'aver il suo interesse, la sua ambizione: il fatto sta in saper accudire all'uno e all'altra per mezzi rigorosamente onorati: si può aver dell'accorgimento senza doppiezza, della destrezza senza rigiro, della condescendenza senza adulazione.
      S'ei si trova amico d'un favorito, s'impegna con galanteria nelle sue ricreazioni, e con fede nelle sue confidenze; e s'ei viene a dar giù, non gli par duro l'entrare a parte della sua disgrazia a proporzione ch'egli ha fatto della sua fortuna.
      Con quell'istesso buon modo col quale gli è saputo andare ai versi lo sa anche consolare e rendergli meno gravi i mali come gli rendeva più dilettevoli i piaceri. Sa trovar la via di servir lui senza nuocere a sè e senza mancare alla fedeltà, anzi di servir più a posat'animo sè, e più utilmente lui.
      Bene spesso ancora, con tutto questo suo discreto riguardo, egli ha meno riguardi assai che non hanno quegli i quali fanno negozio d'accorrere ai bisogni degli altri per propria vanità di rendersi considerabili col mostrar petto, preferendo il rumore d'una buona azione all'utile di quegli che pretendono d'obbligar con essa.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Opere slegate
di Charles de Marguetel de Saint-Denis de Saint-Évremond
pagine 263