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      Se il consiglio fa per noi, bello sproposito il non ammetterlo per il mal modo con cui c'è dato. Ma io dico che bisogna far le viste d'ammetterne alle volte anche de' cattivi per non iscorare taluno che un'altra volta ce ne potrà dar de' buoni.
      Alla peggio de' peggi, quando non se ne cavasse altro che l'imparare a vincer la nostra delicatezza, e il disfarci per noi medesimi di quelle maniere che ci dispiacciono negli altri, parrebb'ella così poca cosa da non metter conto l'ascoltare e il saperne grado?
      Io sto per dire che in questo caso può giovarci ugualmente il cattivo esempio che il buono: quello, per guardarcene, questo, per insegnarci; e però un consiglio, di dovunque si venga e comunque si venga, se non in un modo in un altro, ci può esser sempre di profitto.
      Tocca a noi il separar l'oro dalla miniera: del puro se ne trova di rado, ma per esser mescolato non lascia d'esser oro; il difetto non è del metallo, è del partitore.+++
      Si troveranno alle volte di quelli che averanno un discernimento delicatissimo, ma si spiegheranno infelicemente. Perchè non s'ha a compatire la loro espressiva e approfittarsi del loro sentimento? Altri, mirabili nell'esprimersi, discorrono sempre le cose in pelle in pelle. Da questi imparate a parlare, e da quegli altri a discorrere.
      Altri ce ne sono che averanno faticato tutto il tempo della vita loro per sapere assai, e non saranno mai arrivati a sapersi render graditi. Questi per l'ordinario si stimano, ma si sfuggono: non che non si sentissero volentieri le loro lezioni, ma che fa paura la loro scuola.


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Opere slegate
di Charles de Marguetel de Saint-Denis de Saint-Évremond
pagine 263