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      Ah! milady, anch'io un giorno voglio udire quella voce.
      — Tante grazie mi attribuiscono! — rispose la lady ridendo.
      — Sì, e vedo che quegli uomini che mi parlarono di voi hanno detto il vero! — esclamò il pirata con slancio appassionato.
      — Adulatore — disse ella.
      — Mia cara nipote, — disse il lord, — tu stregherai anche il nostro principe.
      — Ne sono convinto! — esclamò Sandokan. — E quando lascerò questa casa per tornare nel mio lontano paese, dirò ai miei compatrioti che una giovane donna dei visi bianchi ha vinto il cuore di un uomo che credeva di averlo invulnerabile.
      La conversazione durò ancora qualche po', aggirandosi ora sulla patria di Sandokan, ora sui pirati di Mompracem, ora su Labuan, poi, essendosi fatta notte, il lord e la lady si ritirarono.
      Quando il pirata si vide solo, rimase a lungo immobile, cogli occhi fissi sulla porta dalla quale era uscita quella vaga giovanetta. Pareva che fosse in preda a profondi pensieri e ad una viva commozione.
      Forse in quel cuore, che fino allora mai aveva provato un battito per alcuna donna, in quel momento imperversava una terribile tempesta. Ad un tratto Sandokan si scosse e qualche cosa, come un suono rauco, gli rumoreggiò in fondo alla gola, pronto a irrompere, ma le labbra rimasero chiuse e i denti si strinsero con maggior forza in un lungo stridio. Egli rimase alcuni minuti lì, immobile, cogli occhi fiammeggianti, il viso alterato, la fronte imperlata di sudore, le mani cacciate entro i folti e lunghi capelli, poi quelle labbra che non volevano aprirsi lasciarono un varco dal quale uscì ratto un nome:


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Le Tigri di Mompracem
di Emilio Salgari
pagine 343

   





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