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      Tornò al cavallo e risalì in arcione. Stava per ripartire, quando udì a breve distanza uno sparo seguito da una esclamazione il cui accento lo fece trasalire. Si diresse rapidamente verso il luogo ove era echeggiata la detonazione e in mezzo ad una piccola radura scorse la giovane lady, sul suo bianco poney e la carabina ancora fumante in mano. In un baleno le fu vicino, mandando un grido di gioia.
      — Voi... qui... sola!... — esclamò.
      — E voi, principe, come vi trovate qui? — chiese ella arrossendo.
      — Seguivo le tracce della tigre.
      — Anch'io.
      — Ma su chi avete fatto fuoco?
      — Sulla belva, ma è fuggita senza essere stata toccata.
      — Gran Dio!... Perché esporre la vostra vita contro simile fiera?
      — Per impedirvi di commettere l'imprudenza di pugnalarla col vostro kriss.
      — Avete avuto torto, milady. Ma la fiera è ancora viva e il mio kriss è pronto a squarciarle il cuore.
      — Nol farete! Siete coraggioso, lo so, lo leggo nei vostri occhi, siete forte, siete agile come una tigre, ma una lotta corpo a corpo colla belva potrebbe esservi fatale.
      — Che importa! Io vorrei che mi causasse tali crudeli ferite, da averne per un anno intero.
      — E perché mai? — chiese la giovanetta sorpresa.
      — Milady — disse il pirata, avvicinandosi vieppiù. — Ma non sapete che il mio cuore scoppia, quando io penso che verrà il giorno in cui io dovrò lasciarvi per sempre e non rivedervi mai più? Se la tigre mi dilaniasse, almeno rimarrei ancora sotto il vostro tetto, godrei un'altra volta quelle dolci emozioni provate, quando vinto e ferito giacevo sul letto di dolore.


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Le Tigri di Mompracem
di Emilio Salgari
pagine 343

   





Dio