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      — Ecco la vostra padrona — disse loro indicando la giovane. — Obbeditele come a me stesso.
      Ciò detto, dopo di aver scambiato con Marianna un lungo sguardo, uscì a rapidi passi e discese sulla spiaggia.
      La cannoniera fumava sempre in vista dell'isola, dirigendosi ora verso il nord ed ora verso il sud. Pareva che cercasse di scoprire qualche cosa, probabilmente qualche altra cannoniera o incrociatore proveniente da Labuan. Intanto i pirati, prevedendo ormai un non lontano attacco, lavoravano febbrilmente sotto la direzione di Yanez, rinforzando i bastioni, scavando fossati e rialzando scarpe e stecconate.
      Sandokan si avvicinò al portoghese che stava disarmando i prahos delle loro artiglierie per guarnire un potente ridotto, costruito proprio al centro del villaggio.
      — Nessun'altra nave è comparsa? — gli chiese.
      — No, — rispose Yanez, — ma la cannoniera non lascia le nostre acque e questo è un brutto segno. Se il vento fosse tanto forte da superare la macchina, l'assalirei con molto piacere.
      — Bisogna prendere delle misure per mettere al riparo le nostre ricchezze e in caso di sconfitta preparaci la ritirata.
      — Temi di non poter far fronte agli assalitori?
      — Ho dei presentimenti sinistri, Yanez; sento che quest'isola io sto per perderla.
      — Bah! Oggi o fra un mese è tutt'uno, dacché hai deciso di abbandonarla. I nostri pirati lo sanno?
      — No, ma questa sera condurrai le bande nella mia capanna e là apprenderanno le mie decisioni.
      — Sarà un brutto colpo per loro, fratello.
      — Lo so, ma se vorranno continuare per proprio conto la pirateria, io non lo impedirò.


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Le Tigri di Mompracem
di Emilio Salgari
pagine 343

   





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