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      Et per questo fo lecto in pregadi li capitoli fono facti con re Ferando quando li fo dato ajuto, li qual al principio di questo libro sono scripti. E fra li altri, n'è uno che prometeno a lui e soi heriedi non acetar alcuna terra dil regno che a' nostri si volesse dar; ma si argomentava: el re non ha lassato heriedi de linea discendente, e fin che 'l vixe, non habiamo voluto aceptar; ma Ferando morì a dì 7, et da poi la morte si ha reso, ergo non è roto alcun pato; poi l'è meglio tuorli, acciò non vadino sotto turchi. Et cussì tutti diceva la sua.
     
      Per ditte lettere, se intese che Marchiò Trivixan capitano nostro zeneral di mar, havendo abuto licentia di levarsi e vegnir in Levante da la Signoria, esser andato a dimandar licentia al re di partirsi, el qual non ge l'à voluta dar, anzi l'à pregato vogli star ancor lì qualche zorno. Et che esso re tractava acordo con el principe di Salerno oferendoli darli sua fiola è in Franza per moglie, volendoli donar alcuni castelli; et che 'l principe volleva li soi castelli tutti, li qual parte il re Ferando suo nipote havia conferito et donato ad altri.
     
      Item, che 'l volea segurtade de altri principi che non li saria rotto la fede, et che 'l re li respondeva: "Quello che fu tolto in la guerra e donato ad altri non li posso dar; ma ben restaurarli in mazor stato. Ni etiam voglio astrenzer alcun baron a esser mio piezo, perché io mantegnerò la fede, perché la mazor fede è darli la mia propria fiola, che non è piezaria alcuna." Ma per letere dil capitano zeneral, se dolleva molto che 'l re, dapoi che lho acompagnò la prima volta, non l'ha più visto né mandato per lui; siché sta con vergogna ivi.


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I Diarii
Tomo I - parte prima
di Marino Sanuto
Editore Visentini Venezia
1879 pagine 756

   





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