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      Et prima:
     
      De la valitudine del signor al presente et suoi exercitij.
     
      A dė primo agosto proximo passato, che fu el partir mio da Constantinopoli, principe serenissimo, quel signor si atrovava de lė, sano per la sua etade, et ben conditionato de la persona, licet che 'l mostri in ciera alquanto pallido, tendente al zallo. Il qualle, circha al viver suo, non manza salvo una sol volta al zorno, vivendo regulatamente assai; quantunque pur si dicha el bevi del vino, et faci qualche straviza anchora, et che per zorni 40, che principiorono a questo zugno proximo passato, el dicto signor, contra el suo solito, stesse che non fu veduto da persona alchuna, et si dicesse esser amalato. La qual cossa processe che, atrovandossi lui a quei principij andato a la oratione in la sua moschea, parse che da un balchone li fosse butata una supplicatione, per la qualle si disse era narato, chomo Mostafā bassā era grandissimo manzador, et usava forzi et violentie assai, sencia veruna justicia. Per il che, vista quella dicto signor, et facta lezer, inmediatamente si levō da la oration sua et andō a chorte, nč da indi ananci fu pių visto per el dito spatio de zorni 40, nč tene Porta mai; in modo che per il [7] vulgo da principio si diceva la cason esser de l'abscentia sua, perchč la colora gli passasse, et non si haver ad volger contra dicto Mostafā bassā. Ma continuando quella, fu dicto esser amalato, et da poi morto; tal che tuti marchadanti, sė christiani chomo turchi et di ogni altra seta, inconminciarono a nasconder tute soe marchantie, et altre robe; et li figliuoli proprij del signor si mossero da le loro sedie: degli qualli uno vene con una fusta fino a la fiumera de Michaliza, et inteso non esser sucesso altro, se ne ritornō adrieto.


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I Diarii
Tomo VII
di Marino Sanuto
Editore Visentini Venezia
1882 pagine 1294

   





Constantinopoli Mostafā Porta Mostafā Michaliza