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      Tentarono ogni prattica per impedire quella partita; dicevano a' tre prelati che quell'ordine era dato dal re in un altro stato di cose e che bisognava aspettarne un altro nuovo da Sua Maestà, poiché avesse inteso il presente, raccordando lo scandalo che ne sarebbe successo altrimente facendo e l'offesa che averebbono ricevuto le altre nazioni. Il cardinal di Trento ancora et i prelati spagnuoli et italiani protestavano che non fossero lasciati partire; perilché finalmente presero temperamento che solo monsignore di Renes partisse per dare conto al re, e gli altri doi rimanessero, il che, quando fu saputo dal re, fu anco lodato.
      L'ultimo di novembre, avicinandosi il tempo prefisso all'apertura, scrissero i legati a Roma che, per conservare l'autorità della Sede apostolica, conveniva nell'aprirlo leggere e registrare una bolla che lo commandasse, e spedirono in diligenza acciò potesse venir a tempo. Arrivò la risposta con la bolla alli 11 decembre, per il che il giorno seguente i legati commandarono un digiuno e processione per quel dí, e fecero una congregazione de tutti i prelati, dove prima fu letta la sopranominata bolla e poi trattato di tutto quello che si aveva da fare il dí seguente nella sessione. Il vescovo di Estorga con dolcissima maniera propose che fosse necessario legger in congregazione il breve della legazione e presidenza, acciò fosse una professione dell'obedienza e soggezzione di tutti loro alla Sede apostolica. La quale richiesta fu approvata da quasi tutta la congregazione, anco con instanza particolare di ciascuno.


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Istoria del Concilio Tridentino
di Paolo Sarpi
pagine 1561

   





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