Pagina (341/1561)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Diceva il vescovo che essendosi di questi articoli tante volte disputato nelle diete di Germania, dal concilio ogni uno averebbe aspettato una dottrina lucida e chiara e risoluta di tutte le difficoltà. Il general ancora, se ben era in qualche sospetto che parlasse per subornazione dell'ambasciatore Toledo, aggiongeva che la dottrina vera e catolica del peccato originale è ne' scritti di sant'Agostino, che Egidio di Roma ne aveva scritto un libro proprio, che, quando i padri avessero voluto prendere un poco di leggier fatica, averebbono compresa la verità e potuto darne giudicio; non doversi lasciare uscire fama che in Trento, in 4 giorni s'abbia risoluto quello che in Germania è stato cosí longamente senza conclusione discusso.
      Non erano questi avvertimenti uditi, perché i prelati non avevano speranza di potere con studio informarsi delle spinosità scolastiche, né gli dava l'animo di mettersene alla prova, e perché i legati, avendo da Roma ricevuto assoluto commandamento di diffinire questa materia nella sessione prossima, erano costretti ad evitare le difficoltà, e massime che il cardinale del Monte era risoluto di fare quel passo onninamente; e però, chiamati a sé i generali degli ordini et i teologi Catarino e Vega, che piú degli altri parlavano, impose loro che dovessero, scansate le difficoltà, aiutare l'espedizione.
     
     
      [Contese de' frati francescani e domenicani per la concezzione della beata Vergine. Origine e progresso di questa dottrina]
     
      I prelati deputati a formare il decreto con l'aiuto de' teologi divisero la materia in 5 anatematismi.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Istoria del Concilio Tridentino
di Paolo Sarpi
pagine 1561

   





Germania Toledo Agostino Egidio Roma Trento Germania Roma Monte Catarino Vega Contese Vergine