Pagina (741/1561)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      La settimana santa, che allora si celebrava, e le instanti feste di Pasca furono causa che il pontefice, per l'assiduità alle ceremonie ecclesiastiche, contraesse grave indisposizione; con tutto ciò ebbe i pensieri fissi alle cose che inanzi il pontificato (al quale sempre s'era augurato dover ascendere) dissegnato aveva. Con molti cardinali, con quello di Mantova particolarmente, conferí il suo dissegno di componer le differenze della religione con un concilio, cosa che diceva non esser riuscita già, per la via impropria tenuta. Che era necessario prima far una intiera riforma, per quale resterebbono accordate le differenze reali: il che fatto, le verbali, parte da se stesse cesserebbono, parte con leggier opera del concilio si concorderebbono. Che i precessori suoi, per 5 successioni, avevano aborrito eziandio il nome di riforma, non per fine cattivo, ma persuasi che fosse posta inanzi con mira d'abbassar l'autorità ponteficia; ma esso aver contraria opinione: che nissuna cosa possi conservarla, se non quella; anzi esser anco mezo di aummentarla; et osservando le cose passate, ogni uno poter vedere che quei soli de' pontefici romani che si sono dati alla riforma, hanno inalzata et accresciuta l'autorità; che la riforma non levava se non cose apparenti e vane, non solo di nissun momento, ma ancora di spesa e gravezza: i lussi, le pompe, le numerose comitive de prelati, le spese eccessive e superflue et inutili, che non fanno il pontificato venerando, ma contennendo; che troncate queste vanità crescerà la vera potenza, la riputazione e credito appresso il mondo, il danaro e gl'altri nervi del governo, e sopra ogni altra cosa la protezzione divina, che debbe tenere per sicuro ogni uno che opera conforme al proprio debito.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Istoria del Concilio Tridentino
di Paolo Sarpi
pagine 1561

   





Pasca Mantova