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      9 Se la messa debbia esser celebrata solo in lingua volgare, la qual da tutti sia intesa.
      10 Se l'attribuir determinate messe a determinati santi sia abuso.
      11 Se si debbia levar via le ceremonie, vesti et altri segni esterni che la Chiesa usa nel celebrar la messa.
      12 Se il dir che il Signore sia misticamente sacrificato per noi sia l'istesso come dire che egli ci sia dato da mangiare.
      13 Se la messa sia sacrificio di lode e di rendimento di grazie, overo ancora propiziatorio per li vivi e per li morti.
      A questi articoli era soggionto che i teologi dicessero se erano erronei o falsi o eretici, e se meritavano esser dalla sinodo condannati, e che se gli dividessero tra loro, sí che gli 17 primi parlassero sopra gli 7 articoli anteriori, e gl'altri sopra gli 6 seguenti.
     
     
      [Disgusti de' francesi in concilio]
     
      Agl'ambasciatori francesi parve sempre dimorar nel concilio con poca riputazione rispetto agl'altri; ma uscito il decreto sopradetto, maggiormente entrarono in gelosia, poiché de' teologi s'aveva a far menzione quali di qual re erano, cosa che da' prelati non si faceva, e per Francia alcuno non era per intervenire. Dubitavano anco che con questo potesse nascer qualche pregiudicio alle prerogative del regno: però allora immediate e dopo ancora con altre occasioni avisarono in Francia che la disputa passerebbe tra soli italiani, spagnuoli e portughesi; che Francia non averebbe parte, se Sua Maestà non avesse fatto accelerar alcun prelato o dottore, e massime dovendosi trattar materie cosí importanti come gl'articoli proposti contenevano.


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Istoria del Concilio Tridentino
di Paolo Sarpi
pagine 1561

   





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