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      Ma l'imperatore non aveva ancora spedito quel cardinale, anzi pur in quel medesimo tempo fece intender a Lorena che, per diversi accidenti e per esser le materie proposte di tal peso et importanza che meritavano matura deliberazione e consultazione, non aveva ancora potuto dargli risposta risoluta, ma ben sperava di farla tale in tempo e luogo, che ognuno potesse conoscer le sue azzioni corrispondere al desiderio suo di veder ridrizzati gl'affari del concilio a commun beneficio; perilché anco, non ostanti le occupazioni e vigenti bisogni delle altre provincie, dissegnava di fermarsi in Ispruc, per favorir con la presenza sua la libertà del concilio, sin tanto che averà speranza di veder qualche buon profitto. A Morone non era grata cosí longa dimora e che l'imperatore rimettesse, come faceva, tutte le negoziazioni sue a teologi e conseglieri, e dubitava cosí egli, come il pontefice che si differisse il risolverlo sin tanto che avesse udito Birago, del quale già avevano inteso che era per proponer traslazione del concilio in Germania, per dar sodisfazzione agl'ugonotti, cosa alla quale il pontefice era risoluto di non assentire, cosí per propria inclinazione, come perché glie n'era fatta instanza da tutto 'l collegio de cardinali e da tutta la corte. E si maravegliava dell'umor de' francesi, che da una parte dimandavano riforma, e dall'altra parte traslazione del concilio, e da una parte trattavano d'aver sovvenzione dalle chiese per estinzione de' debiti regii, e dall'altro canto si mostravano tanto fautori di quelle.


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Istoria del Concilio Tridentino
di Paolo Sarpi
pagine 1561

   





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