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      Ciò suppone un sistema di orientazione approssimata nel tracciare i limiti, simile a quello che poi usarono i Romani. Due lati opposti si considerano come diretti secondo la lunghezza del campo, gli altri due secondo la larghezza. Dei due lati opposti così in lunghezza come in larghezza è sempre indicato quale è più alto e quale è più basso. Questa indicazione è di notevole importanza dal punto di vista giuridico; perchè nei terreni d'irrigazione (quali erano in massima parte quelli della Babilonide) determinava da qual parte si aveva il diritto di ricevere le acque superflue d'irrigazione di un campo vicino, e verso qual parte si aveva il dovere di dirigere le acque superflue d'irrigazione ad un altro campo vicino.
      Ai quattro punti cardinali si connette il titolo, già usato da varii re di Sumer e di Accad, poi anche dai re di Babilonia e di Ninive, di "re delle quattro parti del mondo". Nella geografia delle tavole astrologiche queste quattro parti sono: al Sud, il paese di Accad, comprendente tutta la Babilonide fino al Golfo Persico; al Nord il paese di Subartu, cioè l'Assiria colle province confinanti, specialmente verso la Mesopotamia settentrionale; ad Est Numma ovvero Elam, oggi Luristan e Khuzistan; ad Ovest la Siria, designata coi nomi di Martu o di Amurru, cioè "l'Occidente". Questo circolo di cognizioni geografiche si trovò naturalmente alquanto ampliato per le conquiste, che gli ultimi re di Assiria fecero in Armenia, in Cappadocia, in Cipro, in Egitto, in Arabia e nella Media occidentale.


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Scritti sulla storia della astronomia antica
Tomo I
di Giovanni Virginio Schiaparelli
pagine 604

   





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