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      In questo cammino ora diretto ed ora retrogrado si manifestava per tutti un certo rapporto colla loro configurazione rispetto al Sole. Anche pių strani ed irregolari sembravano i movimenti in latitudine. Insomma il moto apparente dei pianeti noti era una semplice circolazione con velocitā variabile entro certi limiti, ma sembrava dipendere dalla combinazione di due movimenti periodici distinti, di cui l'uno conduceva l'astro in giro intorno allo zodiaco (rivoluzione siderale), l'altro (rivoluzione sinodica) dipendeva dalla configurazione del medesimo rispetto al Sole e determinava i ritorni delle congiunzioni e delle opposizioni con questo, del levare e del tramonto eliaco, delle stazioni e delle retrogradazioni. Assidue osservazioni prolungate per pių secoli avevan provato che il ritorno di un pianeta alla medesima stella non dipendeva esclusivamente nč dall'uno nč dall'altro dei due periodi considerati isolatamente, ma che di regola si faceva soltanto dopo un intervallo di tempo comprendente un numero intero d'anni, e un numero intero altresė di rivoluzioni sinodiche. Cosė del pianeta Venere osservarono che i ritorni alla stessa posizione rispetto al Sole e rispetto alle stelle si facevano in capo ad 8 anni intieri, nel quale intervallo avean luogo quasi esattamente 5 intiere rivoluzioni sinodiche. Se dunque per mezzo di osservazioni continuate per 8 anni si registravano con cura le vicende dei movimenti di Venere cosė in longitudine come in latitudine, e di tutti i fenomeni che da essi movimenti dipendono, si poteva esser certi, che tutto si sarebbe ripetuto esattamente di 8 anni in 8 anni, e costruire cosė in modo facile e sicuro la storia avvenire del pianeta per un tempo indefinito.


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Scritti sulla storia della astronomia antica
Tomo I
di Giovanni Virginio Schiaparelli
pagine 604

   





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