Pagina (379/604)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      E noi possiamo attribuire a questa notizia un peso, che non avrebbe avuto, se invece di Alcmeone fosse nominato Pitagora stesso: perchè Alcmeone, nel poco che se ne sa, conserva il carattere d'un personaggio storico, ed intorno al suo nome non s è addensata una folla di racconti mitici, come intorno a quello di Pitagora.
      Ma se non possiamo attribuire ai primi Pitagorici idee diverse da quelle che furono più comuni nell'antichità, siamo però in grado di constatare, che lo sviluppo dei principi fisici di quella scuola ha dovuto condurre per logica concatenazione d'idee alla teoria del movimento della Terra. Per comprendere in qual maniera, conviene collocarsi sul terreno pratico delle osservazioni, quali le potevano fare quei primi astronomi: e considerare la difficoltà enorme che ha dovuto offrire loro fin da principio la combinazione simultanea che pel Sole, per la Luna e pei pianeti si osserva del moto diurno, comune colla sfera stellata, col moto proprio lungo lo zodiaco.
      Fintantochè essi non ebbero a considerare che il moto diurno della sfera celeste, non era difficile immaginare un modo di rendersi conto del simultaneo rotare delle costellazioni: era questo un moto semplice, di cui una causa semplice poteva render ragione. Ma quando si venne a scoprire, che il Sole e la Luna ed i pianeti non accompagnano esattamente questo moto rivolutorio, e si muovono di moto proprio da ponente a levante, percorrendo in diversi periodi le costellazioni zodiacali, forza fu inferirne, che questi corpi non si potevano supporre, come le stelle, attaccati alla grande sfera che chiudeva il mondo nel suo seno.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Scritti sulla storia della astronomia antica
Tomo I
di Giovanni Virginio Schiaparelli
pagine 604

   





Alcmeone Pitagora Alcmeone Pitagora Pitagorici Terra Sole Luna Sole Luna