Pagina (408/604)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      - CLIN. Se č vero che si possa imparare quello che tu dici, e se č vero che ora noi intorno a queste cose non parliamo bene, tu hai ragione: e dopo che avremo imparato, anche noi ne parleremo bene. E se le cose stanno cosė, ti concedo, che sia necessario informarsene. Ingegnati dunque di mostrarci con diligenza che sian proprio a quel modo; noi ascolteremo ed impareremo. - ATEN. L'intendere questa cosa, di cui parlo, non č facile, e tuttavia non č troppo difficile, nč abbisogna di una lunga esposizione. La prova ne sia, che la notizia che io ne ho, non č nč troppo recente, nč troppo da lungo tempo acquistata568: e tuttavia in poco spazio ve la posso mostrare. Che se fossero cose affatto difficili, nč io potrei adesso spiegarvele, nč intenderle voi altri. - CLIN. Tu dici il vero, ma qual'č infine questa dottrina cosė meravigliosa, che č necessaria ai giovani, e a noi sconosciuta? Dinne alcuna cosa e nel modo pių chiaro. - ATEN. M'ingegnerō di farlo. Miei ottimi amici, questa opinione, che il Sole e la Luna, e le altre stelle vadano errando, non č vera; ma succede appunto il contrario, perchč ciascuno di questi astri percorre una sola via nel suo circuito, sebbene sembri moversi per molte vie. E quell'astro, che in realtā č il pių celere di tutti, falsamente noi riguardiamo come il pių lento, e inversamente. Dunque č manifesto, che quelli che cosi credono, sono in errore; poichč se assistendo in Olimpia al certame del corso, sentenziassimo, il pių lento corridore esser stato il pių veloce, e il pių veloce il pių lento, e cantassimo al vinto la laude della vittoria, non piacerebbero queste lodi ai certatori.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Scritti sulla storia della astronomia antica
Tomo I
di Giovanni Virginio Schiaparelli
pagine 604

   





Sole Luna Olimpia