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      II, Fascicolo II — Anno 1896.
      ALCUNE AGGIUNTE CHE LO SCHIAPARELLI FECE AL MANOSCRITTO DI QUESTA MEMORIA, DOPO AVVENUTA LA STAMPA, SONO STATE INTRODOTTE NELLA PRESENTE EDIZIONE.
      L. G.
     
      SIRIO SI CHIAMAVA GIÀ AI TEMPI D’ESIODO LA FULGIDA STELLA, CHE TIENE IL PRIMATO NELLA COSTELLAZIONE DEL GRAN CANE, ED È COLLOCATA NELLA BOCCA DELLA FIGURA. DI ESSA, COME DI UN ASTRO PODEROSO PER IL SUO SPLENDORE E PER LE SUE INFLUENZE PARLAVA ANCHE PRIMA OMERO, DESCRIVENDO IL PRESENTARSI D’ACHILLE ALL’ULTIMA PUGNA CON ETTORE (ILIADE, MONTI XXII, VV. 30-38):
      .... Primo lo videPrecipitoso correre pel campo
      Priamo, e da lungi folgorar, siccome
      L’astro, che Cane d’Orion s’appella,
      E precorre l’Autunno; scintillanti
      Fra numerose stelle in densa notte
      Manda i suoi raggi; splendidissim’astro
      Ma luttuoso, e di cocenti morbi
      Ai miseri mortali apportatore.
      Questa stella è stata sempre, così dagli antichi, come dai moderni, stimata la più brillante del cielo. Scrive Igino nella sua opera sulle costellazioni e sul loro significato mitologico252: Canis habet in capite stellam alteram, quam Isis suo nomine statuisse existimatur, et Sirion appellasse propter flammae candorem, quod eiusmodi sit, ut prae ceteris lucere videatur. E Manilio nel suo poema astrologico (libro I, vv. 417-418) dice di Sirio comparato alle altre stelle:
      Cetera vincuntur specie, nec clarias astrumTingitur Oceano, caelumve revisit ab undis.
      MA PER TUTTE VALE L’AUTORITÀ DI TOLOMEO, IL QUALE NEL LIBRO VIII, CAPO 3 DELL’ALMAGESTO, DESCRIVENDO LA COSTRUZIONE DELLA SFERA SOLIDA STELLATA, DICE CHE PER SEGNARVI SOPRA ORDINATAMENTE LE STELLE BISOGNA COMINCIARE DALLA PIÙ BRILLANTE DI TUTTE CHE È NELLA BOCCA DEL CANE: ?? ??? ??????????? ?????, ???? ?? ??? ?? ?? ??????? ??? ?????.


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Scritti sulla storia della astronomia antica
Tomo II
di Giovanni Virginio Schiaparelli
pagine 438

   





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