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      Gli annali delle loro osservazioni, ordinati probabilmente secondo l’uno e l’altro modo, vennero alle mani degli astronomi greci della scuola d’Alessandria, ai quali l’uso dell’anno vago egiziano era stato imposto dalle medesime ragioni che avevano consigliato ai Babilonesi l’uso dell’anno vago elamitico. Per la riduzione del calcolo di Elam al calcolo egiziano, null’altro occorreva che l’addizione di un numero costante di giorni; onde fu assai facil cosa l’ordinare secondo l’uso egiziano tutte le date contenute negli annali babilonesi, e stabilire in termini del calendario egiziano non solo un’èra fissa, che originariamente era appoggiata all’avvento al trono di un re babilonese; ma anche determinare secondo anni egiziani le durate convenzionali dei regni, che senza dubbio dai Babilonesi erano state disposte secondo il loro proprio uso.
     
      XXVII.
      IL CALENDARIO CAPPADOCE
     
      NEL CORSO DEL 1903, MENTRE SI ESERCITAVA SUI CUNEIFORMI PER PREPARARSI A TRATTARE DELL’ASTRONOMIA BABILONESE, LO SCHIAPARELLI SI VOLSE A STUDIARE QUELLA DEI PERSIANI. MOLTI DOCUMENTI RELATIVI ALLE COGNIZIONI ASTRONOMICHE DI QUESTO POPOLO EGLI INFATTI RACCOLSE IN QUEL TEMPO, DISTRIBUENDOLE IN VIA PROVVISORIA NELLE CLASSI SEGUENTI: 1. GEOGRAFIA, COSMOLOGIA, GNOMONICA PARSI, COMETE, METEORE ECC. 2. URANOGRAFIA, ZODIACO, LUNA E MANSIONI LUNARI, PIANETI, ASTROLOGIA, CICLI, TAVOLE ASTRONOMICHE. 3. ANNO VAGO, MESI, EPAGOMENI, GIORNI E LORO PRINCIPIO, SUDDIVISIONE DEL GIORNO, EPOCA D’ISDEGERDE III. 4. ANNO FISSO, PERIODO DI 120 E 1440 ANNI, TESTI RELATIVI AL PRINCIPIO DELL’ANNO FISSO. 5. VARIA, TRADIZIONI FAVOLOSE, TRADIZIONI STORICHE, MONUMENTI ASTRONOMICI, MISURE DELLO ZENDA-VESTA, GÂTHÂ, DAMDÂD-NASH E ALTRI LIBRI ASTRONOMICI, UTILITÀ DELL’ASTRONOMIA, SUI LIBRI PEHLVICI. COME LAVORO SUSSIDIARIO A QUELLO CHE MEDITAVA SULL’ASTRONOMIA DEI PERSIANI, LO SCHIAPARELLI INCOMINCIÒ A DETTARE UNA MEMORIA PER DIMOSTRARE COME TUTTI GLI ANTICHI CALENDARI IRANICI FONDATI SULL’ANNO VAGO, SI POTEVANO RIDURRE ALL’EGIZIANO DA CUI SAREBBERO DERIVATI. EGLI AVEVA GIÀ CONDOTTO ABBASTANZA INNANZI QUESTO SCRITTO, QUANDO LA SUA ATTENZIONE FU ATTIRATA DA UNA ISCRIZIONE ELAMITICA, DI CUI FORSE PRIMA GLI ERA SFUGGITA L’IMPORTANZA, LA QUALE MOSTRA COME AB ANTIQUO I SUSIANI FACESSERO USO DI UN ANNO VAGO (VEDI IN QUESTO STESSO VOLUME L’ORIGINE DELL’ÈRA DI NABONASSAR). LO SCHIAPARELLI SI PERSUASE ALLORA CHE NON AL CALENDARIO EGIZIANO, MA ALL’ELAMITICO DOVEVANO ESSER RICONDOTTI I CALENDARI IRANICI AD ANNO VAGO, E PERCIÒ LASCIÒ A MEZZO LA MEMORIA INCOMINCIATA. TRA I FRAMMENTI DI ESSA, CHE RIGUARDANO I CALENDARI DI DARIO I, ARMENO, CORASMIANO, SOGDIANO, DEL SEGESTAN, CAPPADOCE, IO CREDO DI DOVER PUBBLICARE SOLO QUEST’ULTIMO, PERCHÈ NON VI SI TENDE GIÀ, COME NEGLI ALTRI FRAMMENTI, AD ASSIMILARE UNO DEI CALENDARI IRANICI ALL’EGIZIANO, MA VI SI DETERMINA L’EPOCA IN CUI IL CALENDARIO CAPPADOCE PASSÒ DALL’ANNO VAGO A FONDARSI SULL’ANNO FISSO CORRISPONDENTE ALL’ANNO GIULIANO, E DEL FATTO SI DANNO LE RAGIONI. 1 MOTIVI CHE INDUSSERO LO SCHIAPARELLI A INTERROMPERE LO SCRITTO SUGLI ANTICHI CALENDARI IRANICI, NON VALGONO DUNQUE PEL PRESENTE FRAMMENTO.


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Scritti sulla storia della astronomia antica
Tomo III
di Giovanni Virginio Schiaparelli
pagine 336

   





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